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15 luglio 2010

5° Congresso SIO - Roma 2010, combattere l'obesità a 360 gradi, la sfida è raccolta.

Riflessioni, prospettive e punti fermi,
di Giovanni Spera.


Più che un report, come mi è stato chiesto, farò alcune considerazioni da proporre come oggetto di riflessione a tutti i soci SIO per le ormai prossime vacanze estive. Riflessioni che ritengo basilari per affrontare d’ora in poi lo spinoso tema dell’obesità con più concrete prospettive. Per un proficuo approccio al problema è necessario stabilire dei punti fermi ed in questo senso ritengo che questo nostro ultimo Congresso sia stato determinante.

Intanto è risultato chiaro che l’obesità non è più semplicemente una emergenza, ma è la vera è più grave emergenza sanitaria in Italia così come in tutto il mondo occidentale. Il suo epidemico incremento non è minimamente arginato da programmi di prevenzione né da terapie farmacologiche efficaci nel lungo periodo e su larga scala.

Gli straordinari progressi nello sviluppo delle conoscenze di base sul bilancio energetico quali quelli illustrati nello splendido Simposio d’apertura sulla biologia dell’organo adiposo, sublimati nell’ imperdibile lettura di chiusura, su questo stesso tema, del presidente uscente Saverio Cinti, hanno paradossalmente evidenziato l’attuale difficoltà di traslazione dei risultati scientifici nella pratica terapeutica: oggi di fatto l’obesità è una patologia orfana di presidi terapeutici farmacologici realmente efficaci.

Questa sensazione non è stata attutita dalla puntuale e convincente esposizione dei numerosi dati relativi all’efficacia dei nuovo farmaci antidiabetici, mutuati dal sistema delle incretine intestinali, nel controllare ed anzi ridurre il peso corporeo degli obesi diabetici, né dalla pur entusiasmante lettura magistrale di Domenico Accili sui risultati, ancora preliminari, circa il potenziale uso farmacologico delle peptidasi ipotalamiche.

Numerosissimi ed inconfutabili dati, invece, a favore delle proposte chirurgiche come unico effettivo ed efficace argine, oggi, all’emergenza dell’incremento esponenziale del numero di pazienti con obesità complicata e disabilitante, sono emersi nei simposi specifici e sono stati confermati nei numerosi abstract presentati sull’argomento.

E’ stata ribadita, dati alla mano, l’irrinunciabilità dell’approccio psichiatrico, psicologico-comportamentale e di educazione nutrizionale in qualsivoglia protocollo di prevenzione o diagnostico, terapeutico e riabilitativo nei confronti di qualunque forma di obesità, pena lo scontato fallimento dei risultati.

Probabilmente nel Congresso di Roma sono state gettate le basi per l’attuazione di alcune strategie fondamentali per un’efficace contrasto al “fenomeno” Obesità: la cooperazione tra tutte le Società Scientifiche a vario titolo coinvolte, come testimoniato dalla loro massiccia e proficua partecipazione in tutti i Simposi e la creazione di una rete, prima regionale e poi nazionale, tra le strutture qualificate in grado di offrire setting di livello variabile di trattamento multidisciplinare, con obiettivi riabilitativi, ma con protocolli universalmente e scientificamente condivisi.

Insomma, in attesa di una svolta tecnologica non ancora imminente, le armi a disposizione sono ancora la prevenzione, pur con tutti i suoi documentati limiti e l’organizzazione sul territorio dei Centri di Riferimento e delle Comunità Terapeutiche la cui affidabilità “obesiologica” sia proprio garantita dalla capacità di offrire tutte contemporaneamente ed alternativamente le opzioni terapeutiche.

Potrebbe essere nata, tramite la SIO, una grande alleanza tra ambienti e culture sinora apparentemente distratti nei confronti del problema e schierati su fronti diversi. Lo ha testimoniato con la sua presenza il Ministro della Salute Ferruccio Fazio che, in sintonia col Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci, nel suo documentato e puntuale intervento ha confermato come la corretta gestione del fenomeno obesità e delle patologie correlate sia il fulcro di tutti i progetti tesi ad arginare, ma anche a riqualificare, la spesa sanitaria.

La politica del welfare, come illustrato personalmente dal Presidente della Commissione Sanità del Senato Antonio Tomassini, non può non tener conto anche delle inconfutabili disabilità e delle difficoltà di accesso ai servizi denunciate dalle associazioni dei pazienti obesi, ampiamente rappresentate al Congresso.

Il mondo economico - finanziario in generale ed in particolare quello che ruota attorno ai prodotti alimentari non può ignorare né sottrarsi alle proprie responsabilità nei confronti di questa emergenza: l’industria alimentare, rappresentata dalla Barilla è stata chiamata a documentare il proprio impegno ad una efficace e concreta collaborazione quanto meno nei programmi di prevenzione.

Di fatto in questa occasione tutte le Istituzioni a vario titolo coinvolte, con in prima linea il Ministero dell’Università e della Ricerca rappresentato dal Presidente CUN Andrea Lenzi, hanno riconosciuto il ruolo di referente scientifico per lo studio e la lotta all’obesità ad una Società come la SIO, unica ad essere caratterizzata dalla assoluta e documentata competenza scientifica e clinica ma soprattutto dalla multidisciplinarietà dei suoi esponenti, caratteristica coerente con la natura multifattoriale della patologia e delle sue complicanze.

 
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