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"Endocannabinoids in Endocrinology, Metabolism and Cardiovascular Diseases"

 

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Trial Clinici in Sintesi

Riduzione del peso
Prevenzione del diabete
Prevenzione Cardiovascolare

 


STORM (Sibutramine Trial of Obesity Reduction and Maintenance).

James PT, Astrup A, Finer N, Hilsted J, Kopelman P, Rössner S, Saris WHM, Van Gaal LF, for the STORM Study Group. Effect of sibutramine on weight maintenance after weight loss: a randomised trial. Lancet 356:2119-2125, 2000

Tipo di Studio

Randomizzato, Controllato, Doppio-Cieco, Multicentrico, Internazionale
Scopo Valutare l'utilità della Sibutramina (SIB) nel mantenere il calo ponderale
Durata 2 anni
Popolazione e Disegno Sperimentale 605 pazienti obesi (BMI 30–45 kg/m2) trattati con Dieta (-600 Cal)+SIB (10 mg/die) per 6 mesi. I pazienti hanno ridotto il peso corporeo >5% (n=467) sono stati randomizzati con placebo (n=115) o SIB (n=352) per 18 mesi. Se necessario la SIB è stata titolata fino a 20 mg7die durante questo periodo.
Endpoint Primario Numero di pazienti che dopo 2 anni hanno mantenuto almeno l'80% del calo ponderale iniziale
Endpoint Secondario

Modificazioni di variabili biochimiche (acido urico, glicemia, profilo lipidico).

Tipo di analisi ITT (Intention to Treat Analysis)
Risultati 148 (42%) pazienti trattati con SIB e 58 (50%) pazienti trattati con placebo hanno interrotto lo studio prima del termine.  89/204 (43%) dei pazienti trattati con SIB che hanno completato il trial hanno mantenuto almeno l'80% del calo ponderale iniziale rispetto ai 9/57 (16%) dei pazienti nel gruppo placebo (p<0,001, OR 4,64). Anche il miglioramento dei parametri biochimici (trigliceridi, VLDL, insulina, c-peptide, acido urico) ottenuto nei 6 mesi iniziali di calo ponderale è stato mantenuto nel gruppo trattato con SIB rispetto al gruppo placebo. Il colesterolo HDL è significativamente aumentato nel secondo anno di trattamento nel gruppo trattato con SIB (20,7% vs 11,7%, p<0,001).
Adverse Events 20 pazienti (3%) sono stati esclusi dallo studio nella fase di calo ponderale a causa dell'aumento della pressione arteriosa.
Conclusioni & Commenti Il trattamento con SIB nella fase iniziale dello studio ha permesso un calo ponderale significativo nel 77% dei pazienti  che è stato mantenuto nella maggioranza dei pazienti trattati nei 18 mesi successivi. Parallelamente sono migliorate anche le concentrazioni HDL-colesterolo, VLDL, trigliceridi ed acido urico.
Sponsor Knoll-Abbott
   

RIO-LIPIDS (Rimonabant In Obesity - Lipids).

Després JP, Golay A, Sjöström L, for the Rimonabant in Obesity–Lipids Study Group. Effects of Rimonabant on Metabolic Risk Factors in Overweight Patients with Dyslipidemia. N Engl J Med  353:2121-34; 2005.

Tipo di Studio

Randomizzato, Controllato, Doppio-Cieco, Multicentrico, Internazionale.
Scopo Valutare gli effetti di rimonabant (RMBT) sul calo ponderale e sui fattori di rischio metabolici (compresi i livelli di adiponectina, PCR e colesterolo LDL) in pazienti ad alto rischio (sovrappeso, obesi e dislipidemici).
Durata 1 anno
Popolazione e Disegno Sperimentale 1036 pazienti sovrappeso od obesi (BMI tra 27 e 40 kg/m2) e affetti da dislipidemia (trigliceridi 1.69-7.9 mmol/L; colesterolo totale/HDL >4.5 nelle donne e >5 negli uomini) trattati con RIM (5 o 20 mg/die) o placebo in aggiunta a dieta ipocalorica.
Endpoint Primario Calo ponderale e riduzione della circonferenza vita al termine di un anno di trattamento.
Endpoint Secondario

Incremento del colesterolo HDL, Riduzione dei trigliceridi, Variazioni di adiponectina, leptina e hsPCR, Modificazione della prevalenza della sindrome metabolica.

Tipo di analisi RM (Repeated-Measures) e LOCF (Last Observation Carried Forward). Per la valutazione dell&rsquo;endpoint primario &egrave; stata usata l&rsquo;analisi della varianza con il test Hochberg; l&rsquo;effetto di RIM indipendente dalla perdita di peso &egrave; stato testato con l&rsquo;analisi della covarianza.
Risultati RMBT (20 mg/die) determina un significativo calo ponderale (-5.4±0.4 kg; p<0.001) rispetto al placebo con riduzione del waist (-4.7±0.5 cm, p<0.001), incremento di HDL-colesterolo (+8.1±1.5%), riduzione dei trigliceridi (-12.4±3.2%), della hsPCR (-0.9 mg/L) e leptina (-4.1±7.4 ng/mL) e aumento dell'adiponectina (+46.2%). Sebbene non ci siano stati cambiamenti nei livelli di LDL-colesterolo, è stata osservata la riduzione percentuale delle particelle LDL piccole e dense e l’aumento delle particelle LDL più grandi. Si è osservato inoltre il miglioramento della sensibilità all’insulina, valutata mediante OGTT. Il trattamento con RMBT ha ridotto la prevalenza della sindrome metabolica.
Adverse Events I più frequenti sono stati depressione, ansia e nausea; vengono segnalati inoltre sintomi simil-influenzali, vertigini, diarrea e insonnia.
Conclusioni & Commenti RMBT si dimostra superiore al placebo nel trattamento dell'obesità addominale e migliora l'insulino-resistenza ed i fattori di rischio cardiovascolari in pazienti sovrappeso od obesi complicati da dislipidemia aterogenica.
Sponsor Sanofi-Aventis
   

DREAM (Diabetes REduction with Ramipril and Rosiglitazone Medication).

Bosch J, Yusuf S, Gerstein HC, Pogue J, Sheridan P, Dagenais G, Diaz R, Avezum A, Lanas F, Probstfield J, Fodor G, Holman RR, and the DREAM Trial Investigators. Effect of ramipril on the incidence of diabetes. N Engl J Med 2006;355:1551-62.

Tipo di Studio

Prospettico, Randomizzato, Doppio-Cieco, Multicentrico, Internazionale, Controllato con disegno 2x2 fattoriale.
Scopo Valutare l'effetto del Ramipril sullo sviluppo del diabete e sulla mortalità in pazienti con ridotta tolleranza glucidica (IGT) o alterata glicemia a digiuno (IFG).
Durata Mediana di osservazione: 3 anni
Popolazione e Disegno Sperimentale 5269 pazienti con IGT o IFG, età>30 anni, privi di malattie cardiovascolari sono stati randomizzati a ricevere ramipril (fino a 15 mg die) o placebo.
Endpoint Primario Composito di nuova diagnosi di diabete mellito tipo 2 o morte.
Endpoint Secondario

Endpoint composito di eventi cardiaci e renali; glicemia a digiuno, ritorno a normale glicemia a digiuno o normale tolleranza ai carboidrati.

Tipo di analisi Cox proportional-hazard models.
Risultati

Il diabete e la mortalità si sono verificati in eguale misura nel gruppo trattato con ramipril (18,1%) o placebo (19,5%), hazard ratio 0,91 (95% CI 0,81-1,03), p=ns.

Anche endpoint secondari sono risultati non differenti nel gruppo ramipril vs placebo ad eccezione di un maggiore ritorno alla normoglicemia nel gruppo ramipril, hazard ratio 1,16 (95% CI 1,07-1,27), p=0,001).

Adverse Events I più frequenti sono stati depressione, ansia e nausea; vengono segnalati inoltre sintomi simil-influenzali, vertigini, diarrea e insonnia.
Conclusioni & Commenti La terapia con ramipril non modifica la progressione a diabete tipo 2 in pazienti con IGT o IFG. E' stato osservato un modesto aumento della probabilità di ritornare alla normoglicemia o normotolleranza glucidica.
Sponsor Canadian Institutes of Health Research, Sanofi-Aventis, GlaxoSmithKline, King Pharmaceuticals
   

ACCORD (Action to Control Cardiovascular Risk in Diabetes).

The Action to Control Cardiovascular Risk in Diabetes Study Group. Effects of Intensive Glucose Lowering in Type 2 Diabetes. New Engl J Med 2008, 358:2545-59

Tipo di Studio

Prospettico, Randomizzato, Multicentrico, Controllato con disegno 2x2 fattoriale.
Scopo

Valutare l'effetto del trattamento intensivo della glicemia (HbA1c<6,0% vs HbA1c 7,0-7,9%) sugli eventi cardiovascolari e sulla mortalità

Durata Mediana di osservazione: 3,5 anni
Popolazione e Disegno Sperimentale 10.251 pazienti con Diabete tipo 2 con HbA1c media 8,1%, età media 62 anni, sono stati randomizzati a ricevere trattamento ipoglicemizzante intensivo (target HbA1c<6,0%) oppure convenzionale (HbA1c 7,0-7,9%).
Endpoint Primario Composito: Infarto miocardico fatale e non fatale, ictus non fatale.
Endpoint Secondario

Mortalità per tutte le cause.

Tipo di analisi Time-to-Event method, Intention-To-Treat (ITT) principle.
Risultati

Nonostante il trattamento intensivo non abbia mostrato significative differenze per quanto riguarda l'end-point composito primario, esso ha determinato una significativa riduzione degli eventi cardiovascolari non fatali (HR 0,76 95%CI 0,62-0,92, p=0,004), ma un aumento della mortalità sia totale che cardiovascolare nei pazienti diabetici trattati in modo intensivo (HR 1.35 95%CI 1,04-1,76, p=0,02).

L'analisi dei sottogruppi ha documentato che risultavano in particolare protetti dagli eventi cardiovascolari i pazienti con HbA1c di partenza <8,0% ed i pazienti che non avevano avuto precedenti eventi cardiovascolari. L'analisi dei sottogruppi non ha documentato invece alcun gruppo più esposto o protetto dal rischio di mortalità cardiovascolare.

Adverse Events

Lo studio è stato interrotto dopo 3,5 anni a causa dell'aumento della mortalità nel braccio dello studio con trattamento intensivo.

Non sono risultate significative associazioni tra l'aumento della mortalità e l'utilizzo di alcun farmaco o classe di farmaci, in particolare insulina o tiazolidinedioni.

Conclusioni & Commenti I risultati di questo studio hanno individuato un potenziale pericolo, in precedenza non riconosciuto, del trattamento ipoglicemizzante intensivo in pazienti ad alto rischio cardiovascolare con diabete tipo 2.
Sponsor National Institutes of Health (NIH), Centers for Disease Control and Prevention (CDC), General Clinical Research Centers, Abbott Laboratories, Amylin Pharmaceuticals, AstraZeneca, Bayer HealthCare, Closer HealthCare, GlaxoSmithKline, King Pharmaceuticals, Merck, Novartis, Novo Nordisk, Omron HealthCare, Sanofi-Aventis, Schering-Plough.
   

ADVANCE (Action in Diabetes and Vascular Disease: Preterax and Diamicron Modified Release Controlled Evaluation).

The ADVANCE Collaborative Group. Intensive Blood Glucose Control and Vascular Outcomes in Patients with Type 2 Diabetes. New Engl J Med 2008, 358:2560-72

Tipo di Studio

Prospettico, Randomizzato, Multicentrico, Controllato con disegno 2x2 fattoriale.
Scopo

Valutare l'effetto del trattamento intensivo della glicemia (HbA1c<6,5% vs trattamento standard) sugli eventi macrovascolari e microvascolari e sulla mortalità macrovascolare.

Durata Mediana di osservazione: 5 anni
Popolazione e Disegno Sperimentale 11.140 pazienti con Diabete tipo 2, HbA1c media 7,5%, età media 58 anni, BMI medio 28 kg/m2, sono stati randomizzati a ricevere trattamento ipoglicemizzante intensivo (target HbA1c<6,5%) oppure convenzionale con l'utilizzo di gliclazide in formulazione a rilascio modificato associato ad altri farmaci antidiabetici.
Endpoint Primario Composito di eventi maggiori macrovascolari (morte per cause cardiovascolari, infarto miocardico non fatale, ictus non fatale) ed eventi maggiori microvascolari (comparsa o peggioramento di nefropatia o retinopatia)
Endpoint Secondario

Mortalità per tutte le cause.

Tipo di analisi Intention-To-Treat (ITT) analysis, unadjusted Cox proportional-hazard model, time-to-event.
Risultati

Il trattamento intensivo ha determinato la riduzione dell'end point primario (eventi maggiori micro e macrovascolari) (HR 0,90, 95%CI 0,82-0,98, p=0,01). Analizzati separatamente solo la riduzione degli eventi microvascolari è risultata significativa (HR 0.86; 95% CI, 0.77-0.97; p=0,01) e dovuta alla riduzione delle nefropatia, mentre non significativa è risultata la riduzione degli eventi maggiori macrovascolari (HR 0.94; 95% CI 0.84-1.06; p=0.32).

Anche la mortalità cardiovascolare e per tutte le cause non sono risultate significativamente modificate dal trattamento intensivo della glicemia.

Adverse Events

Le ipoglicemie severe, anche se non molto frequenti, si sono verificate con maggiore frequenza nel gruppo del trattamento intensivo (2,7% vs 1,5%; HR 1.86; 95% CI 1,42-2,40; p<0,001).

Conclusioni & Commenti

Una strategia che porti alla riduzione dell'HbA1c con l'uso di gliclazide (rilascio modificato) ed altri farmaci fino al 6,5% determina la riduzione del 21% della nefropatia mentre non modifica gli eventi maggiori macrovascolari né la retinopatia. Anche la mortalità cardiovascolare e per tutte le cause sono risultate invariate dal trattamento intensivo.

Sponsor Servier (principale sponsor finanziario) e National Health and Medical Research Council of Australia.
   

http://www.clinicaltrials.gov

ultimo aggiornamento: 25 giugno 2008


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